Visualizzazione post con etichetta France. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta France. Mostra tutti i post

10/14/2010

ALL AT THE ZAR COURT. (Tutti alla corte dello zar)

Alcune compagnie energetiche tedesche hanno espresso il desiderio di partecipare al progetto South Stream. E’ quanto emerge dall’incontro Berlusconi-Putin di domenica scorsa. Ecco che le ali del Nabucco sono sempre meno dorate e, se le cose continueranno per questa china, il progetto energetico europeo non andrà lontano. Nabucco è infatti il nome dato al gasdotto che dal mar Caspio dovrebbe rifornire i Balcani fino all’Italia e all’Austria. Lo scopo della sua costruzione è eminentemente geopolitico: estendere l’influenza “occidentale” sui Balcani e sul Caucaso. La sua progettazione è precedente all’adesione all’Unione Europea dei Balcani orientali e si profila quale strumento di persuasione a restare in orbita europea per i Paesi che vedono procedere a rilento il loro percorso di integrazione. Nabucco nasce come concorrente del South Stream russo poiché, si ragionò giustamente, dipendere dalla Russia nel settore dei rifornimenti energetici significherebbe perdere larghe fette di sovranità: come criticare la diplomazia di Mosca nel campo dei diritti umani se dal Cremlino controllano i rubinetti del gas? Come osteggiare la politica estera di Mosca, le guerre in Cecenia e in Georgia, l’assalto all’Artico, le ingerenze in Ucraina, se si diventa servi del gas russo? E ancora: come affermare l’autonomia dell’Unione di fronte a un duplice vassallaggio, militare-americano da un lato e russo-energetico dall’altro?
Ma sul Nabucco si è investito poco e male. L’Italia e l’Eni sono state le prime a capire che non c’era di che ingrassarsi col progetto europeo e si son subito vendute al “rivale” russo. Eni e Gazprom diventano così partners per la costruzione del South Stream con tanti saluti all’europeo Nabucco. L’Italia, che con difficoltà si annovera tra le democrazie compiute, predilige fare affari con Putin e Gheddafi. La torta russa piace non solo agli italiani, ecco che la Edf (Electricité de France) entra nella joint-venture con Gazprom ed Eni. Lo scorso giugno 2010 Nicolas Sarkozy vola a San Pietroburgo alla corte dello zar per sottoscrivere l’affare.

Ora anche i tedeschi vogliono partecipare all’abbuffata. “Benone” esclama Berlusconi in visita presso l’amico Putin, in questo modo sarà possibile riscuotere l’interesse dell’Unione Europea finora rimasta fredda nei confronti del South Stream. I tedeschi, va detto, già sono partner di Gazprom per la costruzione del gasdotto North Stream, quello che aggira repubbliche baltiche e Polonia (ree di scarso amore verso lo zar) e va dritto in Germania; quello sottoscritto a inizio anni Duemila dall’allora cancelliere Schroeder, attratto dall’oro azzurro russo, poi divenuto dirigente Gazprom e responsabile proprio del consorzio North Stream; quello per cui in Polonia si stracciano le vesti gridando a un nuovo patto Molotov-Ribbentrop.

Rumors indicano nella Basf il nome dell’azienda energetica tedesca pronta a unirsi ai tre moschettieri Gazprom, Eni, Edf. Un’ulteriore mazzata al progetto Nabucco per il quale la Banca europea per gli Investimenti (Bei) e quella per la Ricostruzione e Sviluppo (Bers) hanno appena stanziato altri 4 miliardi di euro, segno che l’affrancamento energetico dell’Europa dalla Russia è considerato prioritario da Bruxelles che si trova a dover gestire tre serpi in seno assai velenose.

Una nota finale: il Nabucco parte dall’Iran, via Tabriz ed Erzurum. Proprio ad Erzurum raccoglie il braccio che s’avvia da Baku e passa per Tiblisi. Poi va verso Ankara, Istanbul e l’Europa. Il governo italiano si è sempre mostrato molto duro nei confronti del regime degli Ayatollah, ai limiti dell’ottusità, e si è detto favorevole all’intervento militare a stelle e strisce mentre, per ragioni che dopo questo lungo discorso parranno ovvie, non ha mai detto “beh” sul massacro in Cecenia.

I partners del Nabucco, inoltre, stanno tutti cambiando casacca: L’Azerbaijan si è vincolato con Mosca, e ben poco della sua produzione resterà a Bruxelles, ma il Cremlino ha promesso protezione e denari in quantità al regime di Baku. Il Turkmenistan, altra dittatura, è da pochissimo entrata in affari con Eni e Gazprom e punta a rifornire la Cina più che l’Europa.
L’Iran -grazie anche all’intervento americano- è assai indietro nello sviluppo dei suoi giacimenti. Ecco allora che non resta che prendersi in faccia l’ironia di Putin: “Che Dio li aiuti -ha dichiarato- il Nabucco è un tubo vuoto e il consorzio che lo sta sviluppando (l’austriaca Omw, l’ungherese Mol, la rumena Transgaz, la Bulgargas, la tedesca Rwe e la turca Botas. ndr) non fornirà nemmeno un metro cubo di gas fino al 2018 mentre fra un anno il South Stream sarà pronto”. Con buona pace della democrazia europea.
(East Journal)

5/06/2010

10 ME, 10 YOU (10 io, 10 te)

Russian and Italy will each give a 10% stake in the South Stream pipeline to France's EDF , Russian Prime Minister Vladimir Putin said today.

"We will do it concurrently - us and the Italians, 10% each," Putin told reporters on a visit to Ukraine which followed a meeting with Italian Prime Minister Silvio Berlusconi in Italy.

EDF is set to get a 20% stake in the South Stream gas pipeline designed to bring Russian gas to Europe, with work on the project due to start in the first half of 2012, Putin and Berlusconi said today.

Separately, Putin said Russia's budget will lose $3 billion this year and $4 billion in 2011 as a result of agreeing last week to a 30% cut in the price of its gas supplies to Ukraine.

"In essence it will mean an increase in the budget deficit for us," he said. "These are serious parameters, but we will manage."

Russia had expected a deficit of 3 trillion roubles ($103 billion), or 6.8% of gross domestic product this year, Reuters reported today.
(UpStreamOnline.com)

10/10/2009

LA ROUTE DE KASHAGAN

Construction of 'Eskene-Kuryk' pipeline will be financed by French side on debt basis. Following the results of negotiations N. Nazarbayev and N. Sarkozy have signed a number of documents in oil-gas, space, military and atomic spheres today in Akorda.

"We agreed that the French side will take part in construction project of the export-oil-trunk pipeline. It is an extremely important project which is one of the principal artery of the transport system of the Kazakhstan's oil to Europe", - N. Nazarbayev said at the press-conference following the results of negotiations with N. Sarkozy.

Among signed documents are Memorandum on mutual understanding between Kazmunaigaz and SPIKAPAG Company on 'Eskene-Kuryk' pipeline. The document was signed by Chairman of Kazmunaigaz Kairgeldy Kabyldin and President of "Antrepoz Contracting" Dominic Bouvie.

As is known 'Eskene-Kuryk' is oriented firstly at Kashagan deposit.

According to Kazakh Minister of Energy and Mineral Recourses Sauat Mynbayev the amount of financing will be known after preparation of the project. "At the moment the limit amounted to USD 2.5 bln", - the Minister said. He also informed that 'Eskene-Kuryk' pipeline will be Kazakhstan's property.

President of France Nicolas Sarkozy has arrived with official visit to Kazakhstan on Tuesday. During his official visit N. Sarkozy met with the President of Kazakhstan in his residence. The President of France has acquainted with the master plan of the capital in the Palace of Independence.
(Kazinform)

----------------------------------------------------------------------------------

France and Kazakhstan have signed energy and business deals worth $6bn (£3.8bn) during a visit to Astana by French President Nicolas Sarkozy.

Kazakhstan has large oil and gas fields and is Central Asia’s largest economy.

Among several accords signed between the two countries, Kazakstan’s Kazmunaigaz and France’s SPIE CAPAG (Entrepose Contracting) singed a draft agreement running from Eskene, onshore near Tengiz, to the port of Kuryk, near Aqtau.

This pipeline is part of the Caspian Transportation System. This pipeline will carry oil to the Baku-Tbilisi-Ceyhan pipeline, turning it into the Aqtau-Baku-Ceyhan pipeline, going to the Turkish Mediterranean coast.
(Apa)